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Difesa da coltello
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Difesa da coltelloBisogna prestare particolarmente attenzione alla studio della difesa contro le armi di facile reperibilità come il coltello o altri oggetti similari (punteruoli, cacciaviti, bottiglie rotte etc.).
E’ necessario familiarizzare subito con questo tipo di attacchi per acquisire al più presto il colpo d’occhio necessario affinché le nostre tecniche di difesa vadano a buon fine.
Le linee guida sulla difesa dalle suddette armi sono le seguenti:
- Evitare se si può il confronto allontanandosi dalla zona pericolosa.
- Restare ad una distanza di sicurezza in modo tale da forzarlo a muoversi verso di voi se vuole colpirvi.
- Fare attenzione al modo in cui l’arma è tenuta, in modo da capire quali sono le sue possibilità di attacco.
- Contrattaccare se possibile con le gambe, essendo queste più potenti delle braccia e, nello stesso momento ci permettono di colpire rimanendo più distanti.
- Se si è costretti a parare con le braccia bisogna subito tentare di neutralizzare l’aggressore colpendolo ed afferrando la mano armata in modo da impedire un nuovo attacco.
- Tutte le tecniche devono includere per quanto possibile una adeguata schivata del corpo.
- Cercare di parare l’attacco il più possibile vicino al corpo dell’aggressore (Timing), in modo che la velocità del suo braccio e quindi la sua pericolosità sia inferiore.

A volte si può essere colti di sorpresa da un attacco armato, in questo caso è fondamentale aver acquisito l’automatismo delle tecniche di blocco, in modo tale che ci permetta di fare una parata istintiva che eviti di farci colpire e, nel caso siamo impossibilitati a contrattaccare,recuperare una posizione migliore o fuggire.

difesa da pistolaPremesso che è possibile difenderci da un’arma da fuoco solo se una persona ci sta minacciando, questo è possibile perchè in quel momento l'aggressore vuole qualcosa da noi e quindi ucciderci non è il suo obiettivo primario. Tuttavia non dobbiamo fare nessuna differenza su quali siano le reali intenzioni dell'aggressore e dobbiamo agire nel momento giusto con la massima rapidità e determinazione. La neutralizzazione di un uomo armato, tecnicamente deve essere eseguita con molta precisione, ed è suddivisa in tre fasi:
1) Neutralizzare il pericolo schivando e ridirezionando la linea di fuoco.
2) Attaccare l’aggressore.
3) Impossessarsi dell’arma e prendere distanza.
Il momento più adeguato per reagire è quando è distratto, la distrazione può nascere da una sua azione, per esempio se ci dà qualche ordine, oppure procurata da noi per esempio facendo qualche domanda all’aggressore.
L’azione si considera conclusa quando ci si è impossessati dell’arma e allontanati dall’aggressore.
E’ necessario rimanere sempre aggressivi perché sicuramente anche l’aggressore opporrà resistenza ed è possibile che faccia qualcosa per impedire di farsi prendere l’arma.
E’ interessante dopo aver imparato le tecniche di base provare le tecniche in situazioni differenti, in piedi, a terra, con un ostacolo etc.

L'aggressività è un comportamento umano che potrebbe produrre diversi effetti, tra cui quello dell'aggressione. In altri termini, esistono delle circostanze in cui la soglia dell'aggressività può essere superata, fino a raggiungere livelli tali da "arrecare un danno ad un altro individuo". Esistono delle condizioni che favoriscono l'effetto dell'aggressione e sono:

- la personalità dell' aggressore (più o meno aggressivo, più o meno capace di un controllo emotivo dell'aggressività);

- gli elementi del contesto (un'eventuale reazione ad una causa scatenante, delle frustrazioni che producono l'effetto).

La tipologia del danno può essere materiale, e quindi relativa ad oggetti, fisico, che incide sull'incolumità fisica della persona, di tipo psicologico che si può manifestare in un crescendo di azioni che vanno dall'offesa, allo spavento, fino a culminare nel trauma psichico e nella tortura psicologica, con danni irreparabili per chi lo subisce, molto spesso con conseguente manifestazione di disagi psichici cronici. Anche se non sempre in modo volontario, da un danno materiale subito può prodursi anche un danno psicologico . In effetti, il DANNO prodotto può in molti casi rivelarsi più grande di quello che si era preconfigurato nelle INTENZIONI del danneggiatore e, solitamente, risente , di una serie di importanti componenti che in uno scenario d'aggressione si rivelano determinanti come la personalità dell'aggressore (più o meno equilibrata), i suoi precedenti (che influiscono sulla valutazione delle conseguenze) e, più in generale, il contesto (reazioni) e le capacità di controllo emotivo di cui dispone. Sulla base delle finalità principali dell'aggressore, si possono identificare 5 macro tipologie di eventi:
1° Aggressione a scopo di rapina. Es. rapina a mano armata e non armata, scippi.
2° Aggressione a scopo sessuale. Es. stupro, atti di libidine.
3° Aggressione finalizzata a procurare danno fisico alle persone. Es. vendetta personale.
4° Aggressione da parte di un branco. Es. atti vandalici.
5° Aggressione verbale. Es. lite verbale.
La identificazione delle diverse tipologie di aggressione permette di riconoscere subito, con buona approssimazione, le intenzioni di un potenziale aggressore e, quindi, organizzare di conseguenza una difesa idonea a ridurre al minimo il danno e i pericoli, per sé stessi e gli altri. Si possono, ad esempio, individuare alcuni ELEMENTI distintivi DEI COMPORTAMENTI AGGRESSIVI, utili a organizzare la difesa personale. Tra questi:
1) I contenuti motivazionali.
2) I presupposti.
3) Le conseguenze di una condotta aggressiva.
4) I facilitatori.
5) Gli antagonisti.
Nei contenuti motivazionali DI UNA CONDOTTA AGGRESSIVA sono inclusi sia aspetti cognitivi (pensieri, memorie) sia aspetti affettivi (emozioni, impulsi, bisogni). L'insieme di questi aspetti costituisce un set motivazionale che produce un certo tipo di condotta che, solitamente, si caratterizza per un mix affettivo-cognitivo di fattori. In particolare, nelle aggressioni a sfondo erotico-passionale la componente impulsivo-emotiva è particolarmente spiccata, al punto tale da rendere pressoché nulla quella cognitiva. I presupposti di UNA CONDOTTA AGGRESSIVA possono essere eventi e situazioni che stimolano emozioni e pensieri che producono una condotta aggressiva.Se l'aggressore e l'aggredito si conoscono, potrebbe rivelarsi più facile, in via preventiva, il controllo degli elementi che possono determinare l'aggressione. Non sempre però tutte le emozioni e i pensieri legati alle profonde motivazioni dell'aggressore possono essere comprensibili a chi è aggredito, come accade in presenza di aggressori con disturbi psichici, quali nevrosi, psicosi, psicopatie. Per questo la prima regola da adottare è quella di usare la prudenza, proprio perchè non si possiedono sempre le conoscenze o tutti gli elementi sufficienti a valutare la "potenziale pericolosità" di chi si ha di fronte, seppur si tratta di persona nota. Le CONSEGUENZE DI UNA CONDOTTA AGGRESSIVA hanno un impatto sociale che si manifesta sia con le sanzioni giuridiche, sia con la riprovazione del contesto sociale. I FACILITATORI DELLA CONDOTTA AGGRESSIVA sono tutti quegli elementi situazionali legati all'aggressore o all'aggredito quali: - l'assenza di testimoni a cui rispondere dei propri gesti; - la presenza di un gruppo di sostenitori dell'aggressione che facilita il disimpegno morale;
- la presenza di psicopatologie nell'aggressore;
- le offese pronunciate da parte dell'aggredito.
Gli ANTAGONISTI DELLA CONDOTTA AGGRESSIVA sono tutti quegli aspetti personali o ambientali che si contrappongono al verificarsi di una condotta aggressiva. Essi comprendono, ad esempio: -
la presenza di altre persone;
- il buon funzionamento dei meccanismi di autoregolazione dell'aggressore;
- le regole morali dell'aggressore;
- i sentimenti di colpa;
- l'identificazione dell'aggressore con la vittima;
- tutti fatti che si rivelano incompatibili con il mantenimento della propria autostima.

Per quale motivo dare così importanza allo stato di allerta mentale? Perchè se non si pone la giusta attenzione a ciò che avviene attorno a noi con molta probabilità ritarderemo nel percepire per tempo quei segnali e dettagli comportamentali che sono premonitori di situazioni a rischio che possono culminare in un'aggressione. In altri termini, dobbiamo pensare che potremmo essere presi di sorpresa in qualsiasi momento da eventi improvvisi e violenti. Per sapere reagire a minacce esterne dobbiamo prestare attenzione sviluppando un'attitudine che deve diventare un abito mentale. Volendo schematizzare un metodo per mantenere lo stato di allerta mentale, quello dei 4 colori ben si presta a capire lo stato di attenzione nel quale in un certo momento ci troviamo. Di seguito s'illustra l'allerta mentale nei 4 stadi:

CONDIZIONE BIANCA In questa condizione lo stato è di naturale rilassamento. S'ignora totalmente ciò che ci circonda. Ad esempio, camminando a piedi in strada si urta qualcuno per sbaglio pensando ad altro. E' questa la condizione che definiamo Bianca. Un altro esempio: in auto ad un incrocio urtiamo un altro perché ,"soprappensiero" , non abbiamo dato la precedenza, siamo in Condizione Bianca. Se veniamo aggrediti "dal nulla" siamo in Condizione Bianca. Molta gente muore nella Condizione Bianca. Basta pensare agli incidenti stradali. Quanta gente vediamo che è al volante ma è distratta, immersa nei propri pensieri, ben lontani dall'attenzione alla guida? Questa è la Condizione Bianca di allerta.

CONDIZIONE GIALLA Lo stato generale della persona è rilassato, ma si è consapevoli del posto in cui ci si trova e di cosa si sta facendo. In auto, prestiamo attenzione a cosa fa l'auto avanti a noi e quella dietro, agli incroci prima di partire controlliamo sempre che non transitino altre auto prima di attraversarlo, al parcheggio controlliamo rapidamente chi c'è vicino a noi prima di salire in auto. Camminando a piedi ci si districa tra la folla senza urtare od investire nessuno. Questa è la condizione ottimale da osservare in luoghi affollati. Bisogna semplicemente prestare attenzione a ciò che ci accade intorno, a breve distanza.

CONDIZIONE ARANCIONE E' una condizione di allarme specifico. L'auto di fronte frena improvvisamente : la reazione è o si frena immediatamente o si sterza. L'auto dietro si avvicina troppo velocemente. Un tizio sconosciuto ci sta seguendo fin dove abbiamo parcheggiato l'auto. Tra la folla notate una persona sconosciuta che sta dirigendosi energicamente nella nostra direzione, una discussione sta degenerando in un alterco vero e proprio. In queste situazioni, ci si prepara ad amministrare vere e proprie situazioni di pericolo . In questa situazione si valutano con attenzione, e in modo attivo, le possibili vie di fuga.

CONDIZIONE ROSSA E' la condizione in cui c'è un attacco in corso. La reazione: scappare o difendersi. L'auto di fronte a noi non ha solo frenato immediatamente, ma ha anche messo la retromarcia! Il tizio che ci ha seguito fino al parcheggio estrae un coltello e ci vuole derubare, il tizio ubriaco tra la folla ha scelto noi come bersaglio preferenziale per smaltire il suo alcool, il tizio dell'alterco ci ha spintonato. E' praticamente impossibile passare dalla Condizione Bianca a quella Rossa iin modo istantaneo, invece è facile passare dalla condizione Gialla a quella Rossa senza troppi ritardi. Questa simbologia cromatica che raffigura gli atteggiamenti mentale è così generale e flessibile che può trovare applicazione in qualsiasi attività quotidiana. Se si è ben consapevoli di ciò che accade intorno a noi, si riduce drasticamente le possibilità di essere colti di sorpresa, e la sorpresa è mezza battaglia: per l'aggressore è fondamentale per riuscire nei propri intenti!

Ho pensato di scrivere questo articolo nel tentativo di rispondere alle persone che avvicinandosi al KRAV MAGA mi chiedano informazioni riguardo l'importanza della forza fisica piuttosto che della tecnica, oppure cerchino delle spiegazioni del perchè un loro amico forte e molto preparato tecnicamente sia stato sopraffatto da una persona apparentemente più debole, oppure cerchino delle rassicurazioni sul fatto che, se si fossero trovati loro nelle stesse condizioni come sarebbero riusciti a contrastare in maniera adeguata l’aggressione ed a uscirne illesi.
Negli esempi sopra citati sono presenti molte variabili ma volendoli analizzare in maniera logica, razionalizzando al massimo queste situazioni, possiamo renderci conto che ci sono alcuni fattori comuni che influenzano in maniera determinante l’esito dell’aggressione, questi sono da prendere in considerazione dandogli ad ognuno il loro giusto valore. Questi fattori sono:
· Effetto Sorpresa .
· Determinazione Mentale ( Astuzia, Coraggio, Aggressività etc.).
· Tecnica .
· Forza ( numero di aggressori, armi, caratteristiche fisiche etc. ).
Non c’è ombra di dubbio che l’effetto sorpresa gioca un ruolo di primaria importanza sia dal punto di vista dell’aggressore che da quello dell’aggredito. La sorpresa infatti è molto praticata da chi è abituato a vivere per strada ed arrangiarsi , una maniera efficace per difendersi da questo tipo di aggressione è praticare una adeguata prevenzione,oggetto a cui si rimanda ad un successivo articolo, ma è anche vero che proprio grazie alla sorpresa si riesce a uscire fuori da situazioni considerate estreme, anche essendo inferiore sia dal punto di vista della forza che della tecnica. Se l’effetto sorpresa non raggiunge la giusta efficacia, ecco che entrano in gioco con forza le altre variabili. Affinchè si abbiano buone probabilità di uscire con il minor danno possibile da un'aggressione dovremmo essere superiori al nostro aggressore in determinazione, tecnica e forza.Non sempre si verifica però una situazione a noi così favorevole, spesso le persone che aggrediscono possono essere disposte a tutto e non avere freni mentali ( specialmente se si trovano sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o sono presi da attacchi di ira ), spesso le aggressioni sono portate da più persone a volte anche armate, oppure potremmo trovarci di fronte ad individui abituati alle risse da strada o semplicemente più forti e più prestanti di noi.
Al fine di acquisire maggiori probabilità di sopravvivenza dovremmo quindi sviluppare sempre di più la Determinazione Mentale, la Tecnica e la Forza, l'ordine di scrittura non è casuale ma in ordine di importanza, personalmente se espresso in percentuale darei i seguenti valori 45%, 30%, 25% quindi non è sufficente essere predominanti solo in un fattore ma è necessario avere almeno la somma di due componenti affinchè possa prevalere su un aggressore. Questa specie di formula matematica potrebbe spiegare per esempio il perchè delle persone minute riescano a mettere KO persone che pesano il doppio di loro o perchè delle persone senza un grammo di tecnica picchiano degli esperti di arti marziali. Nei nostri allenamenti miriamo a incrementare l’autostima e l’aggressività degli allievi oltre che sviluppare le loro potenzialità aumentando le capacità tecniche e fisiche.

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Serie di articoli riguardanti alcune componenti psicologiche e comportamentali legate alle aggressioni.In questa sezione inoltre troverete delle linee guida su come difendersi da alcuni tipologie di minacce ed attacchi.

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